{"id":758,"date":"2026-04-28T12:13:49","date_gmt":"2026-04-28T12:13:49","guid":{"rendered":"https:\/\/salomeodv.it\/web\/?post_type=evento&#038;p=758"},"modified":"2026-05-14T10:16:50","modified_gmt":"2026-05-14T10:16:50","slug":"lo-stato-dellarte-nella-prevenzione-cura-e-riabilitazione-dei-disturbi-dellalimentazione-e-lobesita-5","status":"publish","type":"evento","link":"https:\/\/salomeodv.it\/web\/evento\/lo-stato-dellarte-nella-prevenzione-cura-e-riabilitazione-dei-disturbi-dellalimentazione-e-lobesita-5\/","title":{"rendered":"Lo stato dell\u2019arte nella prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi dell&#8217;alimentazione e l&#8217;obesit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nell&#8217;ambito di&nbsp;<br>PE(N)SA DIFFERENTE.&nbsp;<em>Festival dell&#8217;espressione creativa e della bellezza autentica \u2013&nbsp;<\/em><\/strong>XIX Edizione<em><br><\/em><strong>Lecce \u2022 18\/19\/20 giugno &#8217;26 &gt; Polo BiblioMuseale di Lecce<\/strong><br><a href=\"https:\/\/www.pensa-differente.it\/web\/eventi.php?event=59\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.pensa-differente.it\/web\/eventi.php?event=59<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Razionale<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni i disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione (DNA) e l\u2019obesit\u00e0 hanno assunto una crescente rilevanza clinica, epidemiologica e sociale, configurandosi come condizioni complesse che richiedono modelli di comprensione e intervento sempre pi\u00f9 integrati. Accanto all\u2019incremento della prevalenza e alla maggiore eterogeneit\u00e0 dei quadri clinici, si osserva una crescente intersezione tra dimensioni psicopatologiche, metaboliche e socio-culturali, che mette in discussione approcci riduzionistici e settoriali.<\/p>\n\n\n\n<p>Le evidenze scientifiche pi\u00f9 recenti hanno contribuito ad ampliare significativamente le conoscenze sui meccanismi coinvolti nei DNA e nell\u2019obesit\u00e0, includendo aspetti neurobiologici, metabolici e immunitari, nonch\u00e9 dimensioni legate alla regolazione emotiva, all\u2019esperienza corporea e alle dinamiche relazionali. Parallelamente, l\u2019innovazione terapeutica \u2014 in ambito farmacologico, psicoterapeutico e nutrizionale \u2014 apre nuove possibilit\u00e0 di trattamento, ma solleva anche interrogativi rispetto all\u2019integrazione dei diversi livelli di intervento e al mantenimento di una visione complessa della persona.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto,&nbsp;<strong>il tema della XIX edizione del Festival Pe(n)sa Differente \u2014 Abitare il limite \u2014 offre una chiave di lettura particolarmente significativa.<\/strong>&nbsp;Il limite attraversa infatti molte delle dimensioni implicate nei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione: il limite del corpo, nella sua vulnerabilit\u00e0 biologica e nella sua esperienza vissuta; il limite della regolazione emotiva; il limite della relazione con l\u2019altro; il limite imposto dai modelli culturali e sociali che regolano la visibilit\u00e0 e il valore dei corpi; il limite dei modelli di cura nel confrontarsi con quadri clinici complessi e spesso cronici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il convegno si propone di esplorare queste diverse dimensioni, offrendo una lettura multidisciplinare e integrata dei DNA e dell\u2019obesit\u00e0. Attraverso il contributo di esperti provenienti da ambiti differenti \u2014 psichiatria, psicologia clinica, nutrizione, endocrinologia e ricerca biomedica \u2014 verranno approfonditi i principali nodi clinici e teorici, con particolare attenzione all\u2019esperienza corporea, alla dimensione relazionale, ai processi psicopatologici e ai pi\u00f9 recenti sviluppi della ricerca biologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolare rilievo sar\u00e0 dato all\u2019integrazione tra i diversi livelli di cura, in linea con le indicazioni nazionali e internazionali, e alla necessit\u00e0 di sviluppare modelli organizzativi capaci di garantire continuit\u00e0 assistenziale e appropriatezza degli interventi. In questo quadro si inserisce anche la riflessione sulle nuove terapie farmacologiche per l\u2019obesit\u00e0, che rappresentano un\u2019importante opportunit\u00e0 clinica ma richiedono una valutazione attenta delle implicazioni sul comportamento alimentare e sull\u2019esperienza soggettiva del corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il convegno intende inoltre valorizzare il dialogo tra clinica e dimensione culturale, riconoscendo come i disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione si sviluppino all\u2019interno di contesti sociali e simbolici che influenzano profondamente il rapporto con il corpo, con il cibo e con l\u2019identit\u00e0. In questa prospettiva, l\u2019approccio promosso dal Festival Pe(n)sa differente si configura come uno spazio di integrazione tra sapere scientifico, pratiche cliniche e riflessione culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo del convegno \u00e8 dunque quello di fornire ai professionisti strumenti aggiornati di conoscenza e di intervento, promuovendo al contempo una visione della cura capace di abitare la complessit\u00e0 e di riconoscere nel limite non soltanto un vincolo, ma uno spazio clinico e umano in cui pu\u00f2 prendere forma il lavoro terapeutico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pe(n)sa differente Festival \u00e8 palestra di una comunit\u00e0 solidale, capace di elaborare una progettualit\u00e0 trasversale e costruire tessiture di conoscenza.<\/strong><br>https:\/\/www.pensa-differente.it\/web\/eventi.php?event=59<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>PROGRAMMA PROVVISORIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>gioved\u00ec&nbsp;<strong>18 giugno&nbsp;\/&nbsp;<\/strong>venerd\u00ec&nbsp;<strong>19 giugno \u2013 8.30-18.00<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Registrazione dei partecipanti<br><\/strong><strong>Saluti delle autorit\u00e0<br><\/strong><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Dialogo socio-culturale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ABITARE IL LIMITE<br><em>La soglia come spazio clinico, culturale e politico<br><strong>con Andrea Sagni&nbsp;<\/strong>Filosofo (France)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il limite \u00e8 una categoria centrale nella clinica dei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione, dove si manifesta come esperienza corporea, emotiva e relazionale: limite del corpo, della tollerabilit\u00e0, della regolazione, del legame. Tuttavia, il limite non appartiene soltanto alla dimensione clinica. Esso si configura anche come costruzione culturale e dispositivo sociale, che orienta il modo in cui i corpi vengono percepiti, normati e resi visibili.<br>In questa prospettiva, il limite pu\u00f2 essere pensato non come una barriera da superare, ma come una soglia: uno spazio intermedio in cui si incontrano individuo e contesto, esperienza soggettiva e sguardo collettivo, vulnerabilit\u00e0 e possibilit\u00e0 di trasformazione.<br>Il dialogo tra psicologia di comunit\u00e0 e filosofia intende esplorare questa dimensione, interrogando il limite come luogo in cui si articolano processi di cura, pratiche di inclusione ed esclusione, e dinamiche di potere che attraversano i corpi e le relazioni. Particolare attenzione sar\u00e0 dedicata al modo in cui i contesti sociali e culturali contribuiscono a definire ci\u00f2 che \u00e8 tollerabile, visibile, riconoscibile, e a come tali definizioni incidano sull\u2019esperienza della sofferenza e sulle possibilit\u00e0 di cura.<br>In questo senso, \u201cabitare il limite\u201d diventa una postura clinica e culturale: la capacit\u00e0 di sostare nella complessit\u00e0 senza ridurla, di riconoscere la dimensione relazionale della cura e di aprire spazi in cui il limite possa essere non soltanto contenuto, ma pensato, condiviso e trasformato.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Update<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL FONDO DNA E LA MAPPATURA<\/strong><br><strong><em>Attuazione, criticit\u00e0 e prospettive<br><strong>Moderatore Caterina Renna<\/strong><\/em><em>&nbsp;<\/em><\/strong><em>Psichiatra (DSM, ASL Lecce;&nbsp;Referente Area Sud &#8211; Gruppo Tecnico MdS Piano Fondo DNA)&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Simposio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il limite del corpo<br><\/strong><strong><em>Embodiment, interocezione e psicopatologia<\/em><\/strong><em><br><\/em><strong>Relatori&nbsp;&nbsp;Paolo Meneguzzo&nbsp;<\/strong><em>Psichiatra (Universit\u00e0 di Padova)&nbsp;<\/em><strong>Patrizia Todisco<\/strong><em>&nbsp;(Presidente SIS.DCA)&nbsp;<\/em><strong>Annadele Pes&nbsp;<\/strong>Psichiatra<em>(DSM, ASL Cagliari)&nbsp;<\/em><strong>Elena Tenconi&nbsp;<\/strong><em>Psicologa (Universit\u00e0 di Padova)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione il corpo non \u00e8 soltanto sede del sintomo, ma luogo primario dell\u2019esperienza di s\u00e9. Alterazioni dell\u2019immagine corporea, difficolt\u00e0 interocettive, disconnessione dai segnali somatici e vissuti di estraneit\u00e0 rispetto al corpo rappresentano dimensioni centrali della psicopatologia alimentare, spesso associate a disregolazione emotiva, rigidit\u00e0 cognitiva e vulnerabilit\u00e0 relazionale.<br>Il concetto di embodiment consente di superare una lettura riduttiva del corpo come oggetto da correggere, aprendo a una comprensione pi\u00f9 complessa del corpo vissuto: corpo percepito, abitato, esposto, controllato, talvolta rifiutato. In questa prospettiva, l\u2019interocezione assume un ruolo cruciale nel comprendere il rapporto tra percezione corporea, regolazione degli stati interni e costruzione dell\u2019identit\u00e0.<br>Il simposio approfondisce il contributo delle pi\u00f9 recenti prospettive cliniche e neuroscientifiche alla comprensione dell\u2019esperienza corporea nei disturbi alimentari, interrogando il limite tra corpo biologico, corpo vissuto e corpo rappresentato. L\u2019obiettivo \u00e8 discutere come tali dimensioni possano orientare la valutazione psicopatologica e la costruzione di interventi terapeutici realmente integrati, capaci di restituire al corpo una possibilit\u00e0 di presenza, significato e relazione.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Simposio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><\/strong><strong>Il limite del VUOTO<br><\/strong><strong><em>Esperienza corporea, relazione e clinica<\/em><\/strong><em><br><\/em><strong>Relatori&nbsp;&nbsp;Gianluigi Caputo&nbsp;<\/strong><em>Psichiatra (DSM, ASL Lecce)&nbsp;<\/em><strong>Andreina Perlangeli<\/strong><em>&nbsp;Psichiatra (DSM, ASL Lecce)&nbsp;<\/em><strong>Alessandra Manfreda&nbsp;<\/strong><em>Psicologa (Salom\u00e8 Lecce)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il vuoto soggettivo rappresenta una dimensione clinica complessa e sempre pi\u00f9 riconosciuta come trasversale alla psicopatologia, con una particolare rilevanza nei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione. Lungi dall\u2019essere una semplice assenza, il vuoto si configura come un\u2019esperienza affettiva e corporea articolata, caratterizzata da disconnessione, perdita di significato e difficolt\u00e0 nella costruzione di un senso di s\u00e9 coerente.<br>Nei disturbi alimentari, il vuoto si intreccia con alterazioni dell\u2019esperienza corporea, disregolazione emotiva e fragilit\u00e0 identitaria, contribuendo sia alla gravit\u00e0 clinica sia al mantenimento dei sintomi. In questo contesto, i comportamenti alimentari disfunzionali possono essere letti come tentativi di modulare stati interni difficilmente mentalizzabili, assumendo una funzione regolativa rispetto a vissuti di assenza, solitudine o vergogna.<br>Il vuoto si esprime inoltre nella dimensione relazionale, emergendo nel legame terapeutico sotto forma di ritiro, silenzio o difficolt\u00e0 di contatto, e ponendo specifiche sfide alla costruzione di significato condiviso e alla regolazione interpersonale.<br>In linea con il tema del Festival Abitare il limite, il simposio propone di considerare il vuoto come esperienza-limite situata al confine tra corpo, identit\u00e0 e relazione. Attraverso contributi clinici, dati preliminari di ricerca e una riflessione sulla dimensione creativa del vuoto, il simposio intende offrire una lettura integrata che ne evidenzi il valore psicopatologico e le implicazioni per la pratica terapeutica.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Simposio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><\/strong><strong>Tra craving e rumore mentale<\/strong><strong><br><\/strong><strong><em>Food addiction e food noise<\/em><\/strong><em><br><\/em><strong>Moderatori&nbsp;<br>Relatori&nbsp;&nbsp;Antonio Rampino<\/strong>&nbsp;<em>Psichiatra, (Universit\u00e0 di Bari)&nbsp;<\/em><strong>Cristina Segura Garcia&nbsp;<\/strong><em>Psichiatra (Universit\u00e0 Magna Graecia, Catanzaro)&nbsp;<strong>Alfonso Tortorella<\/strong>&nbsp;<\/em>Psichiatra, (Universit\u00e0 di Perugia)&nbsp;<strong>Giuseppina Viola&nbsp;<\/strong><em>Psichiatra (AOU Policlinico Bari)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni, concetti come food addiction e food noise hanno acquisito crescente rilevanza nella comprensione della disregolazione alimentare, ponendo l\u2019attenzione su dimensioni ancora non pienamente integrate nei modelli clinici tradizionali. Il craving, inteso come spinta motivazionale intensa e difficilmente controllabile verso il cibo, e il cosiddetto rumore mentale, caratterizzato da pensieri intrusivi e persistenti legati al cibo e al corpo, rappresentano due espressioni centrali della sofferenza nei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione e nell\u2019obesit\u00e0.<br>Queste dimensioni si collocano all\u2019intersezione tra processi neurobiologici della ricompensa, regolazione emotiva e funzionamento cognitivo, contribuendo al mantenimento dei comportamenti disfunzionali e alla cronicizzazione dei quadri clinici. In particolare, il food noise pu\u00f2 essere interpretato come una forma di iper-attivazione cognitivo-affettiva che interferisce con la capacit\u00e0 di autoregolazione, mentre il craving rappresenta una componente motivazionale che rende il comportamento alimentare difficilmente modulabile.<br>Il simposio si propone di approfondire il significato clinico e psicopatologico di queste dimensioni, discutendone il ruolo nei diversi fenotipi dei disturbi alimentari e dell\u2019obesit\u00e0, nonch\u00e9 le implicazioni per la valutazione diagnostica e per l\u2019integrazione dei trattamenti farmacologici e psicoterapeutici. Particolare attenzione sar\u00e0 dedicata ai modelli neurobiologici e alle prospettive di intervento che tengano conto della complessit\u00e0 dei processi coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Simposio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><\/strong><strong>Corpi non allineati<br><\/strong><strong><em>Identit\u00e0 di genere e differenze sessuali<\/em><\/strong><em><br><\/em><strong>Relatori&nbsp;&nbsp;Emilia Manzato&nbsp;<\/strong><em>Psichiatra (Ferrara)&nbsp;<\/em><strong>Paolo Meneguzzo&nbsp;<\/strong><em>Psichiatra (Universit\u00e0 di Padova)&nbsp;<\/em><strong>Elisabetta Lavorato<\/strong><em>&nbsp;Psichiatra (AOU Policlinico Bari)&nbsp;<\/em><strong>Antonella Amadori&nbsp;<\/strong><em>Neuropsichiatra Infantile (DSM, ASL Sassari)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione si manifestano con particolare complessit\u00e0 nei percorsi in cui corpo, identit\u00e0 di genere, orientamento sessuale e riconoscimento sociale entrano in tensione. Le evidenze internazionali indicano una maggiore vulnerabilit\u00e0 nelle minoranze sessuali e di genere, in relazione a stress minoritario, stigma, pressioni normative sul corpo e difficolt\u00e0 di accesso a percorsi di cura realmente sensibili alle differenze.<br>Il corpo, in questi contesti, pu\u00f2 diventare luogo di conflitto tra esperienza soggettiva, aspettative sociali e processi di costruzione identitaria. La sofferenza alimentare pu\u00f2 intrecciarsi con vissuti di disforia, vergogna, esclusione, ipercontrollo corporeo o tentativi di rendere il corpo pi\u00f9 conforme, meno esposto, pi\u00f9 riconoscibile o pi\u00f9 tollerabile.<br>Il simposio propone una lettura clinica e psicopatologica dei disturbi alimentari nelle popolazioni LGBTQIA+ e nei percorsi di sviluppo dell\u2019identit\u00e0 di genere, con particolare attenzione all\u2019et\u00e0 evolutiva, alla presa in carico multidisciplinare e alla necessit\u00e0 di servizi capaci di coniugare competenza specialistica, appropriatezza clinica e rispetto delle differenze.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Simposio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><\/strong><strong>Il limite dello sguardo<\/strong><strong><em>&nbsp;<br>Corpo, visibilit\u00e0 e oggettivazione nella cultura contemporanea<br><\/em><\/strong><strong>Relatori&nbsp;&nbsp;Giulio Corrivetti&nbsp;<\/strong><em>Psichiatra (DSM, ASL Salerno)&nbsp;<\/em><strong>Francesco Monaco<\/strong><em>&nbsp;Psicologo (DSM, ASL Salerno)&nbsp;<\/em><strong>Silvia Lucchesi&nbsp;<\/strong><em>Psicologa (Frida, Montecatini T.)&nbsp;<\/em><strong>Paolo Chierchia&nbsp;<\/strong><em>Psicologo (ASL Parma)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione il corpo \u00e8 spesso attraversato da uno sguardo che misura, confronta, giudica. La cultura contemporanea amplifica questa esposizione attraverso modelli estetici normativi, social media, performance del s\u00e9 e continua valutazione dell\u2019immagine corporea. Il corpo rischia cos\u00ec di diventare oggetto da sorvegliare pi\u00f9 che esperienza da abitare.<br>Il simposio esplora il rapporto tra visibilit\u00e0 sociale, oggettivazione corporea e vulnerabilit\u00e0 psicopatologica, con particolare attenzione ai processi attraverso cui lo sguardo dell\u2019altro viene interiorizzato e trasformato in autocontrollo, vergogna, inadeguatezza o bisogno di riconoscimento.<br>Attraverso prospettive cliniche, psicologiche e socio-culturali, verranno discussi i modi in cui i disturbi alimentari intercettano le forme contemporanee della visibilit\u00e0 e del valore attribuito ai corpi, interrogando le implicazioni per la prevenzione, la cura e la costruzione di contesti relazionali meno giudicanti e pi\u00f9 capaci di riconoscimento.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Simposio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><\/strong><strong>Il limite nella relazione<br><\/strong><strong><em>Cura, identit\u00e0 e desiderio<\/em><\/strong><em><br><\/em><strong>Relatori<\/strong><strong>&nbsp;Sara Danti&nbsp;<\/strong><em>Psicologa (Frida, Montecatini T.)<\/em>&nbsp;<strong>Elisa Giusti&nbsp;<\/strong><em>Psicologa (Frida, Montecatini T.)&nbsp;<\/em><strong>Francesca Rossi&nbsp;<\/strong><em><strong>&nbsp;<\/strong>Psicologa (S.Orsola-Malpighi, ASL IRCSS Bologna)&nbsp;&nbsp;<\/em><strong>Ilaria Genovesi&nbsp;<\/strong><em>Psicologa (Casa di Cura San Rossore, Pisa)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione, la relazione di cura si configura come uno spazio in cui il limite si rende particolarmente visibile e operativo. Il corpo, luogo privilegiato dell\u2019espressione sintomatica, diventa anche il punto di intersezione tra bisogno di controllo, richiesta di aiuto e tensione verso il riconoscimento, ponendo il terapeuta e il caregiver di fronte a un equilibrio complesso tra intervento e contenimento.<br>In questo contesto, il lavoro clinico si sviluppa all\u2019interno di una soglia relazionale instabile, in cui il rischio di agire troppo o troppo poco accompagna costantemente il processo terapeutico. La relazione diventa cos\u00ec il luogo in cui si articolano dinamiche di dipendenza, autonomia, desiderio e ritiro, e in cui \u00e8 possibile costruire progressivamente un significato condiviso dell\u2019esperienza.<br>Il simposio propone una riflessione sul limite nella relazione terapeutica nei disturbi alimentari, con particolare attenzione al lavoro con i caregiver in et\u00e0 evolutiva e ai modelli psicoterapeutici integrati. Verranno esplorate le modalit\u00e0 con cui il limite pu\u00f2 essere riconosciuto, sostenuto e attraversato all\u2019interno del legame di cura, non come ostacolo da superare, ma come condizione che rende possibile una presenza clinica capace di contatto, regolazione e trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Dialogo clinico interdisciplinare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><\/strong><strong>GLP-1, obesit\u00e0 e binge eating<br><\/strong><strong><em>Efficacia terapeutica e complessit\u00e0 dell\u2019esperienza corporea<br><\/em>Confronto tra esperti Giovanni Gravina<\/strong><em>&nbsp;Endocrinologo (Casa di cura San Rossore Pisa)<\/em>&nbsp;<strong>Lorenzo Maria Donini<\/strong>&nbsp;<em>Medico Nutrizionista (Universit\u00e0 La Sapienza Roma)&nbsp;<strong>Riccardo De Giorgi&nbsp;<\/strong>Psichiatra (Royal College, Londra, Universit\u00e0 del Salento)<\/em><br><strong>Moderatore<\/strong>&nbsp;<strong>Eugenio Gemello<\/strong>&nbsp;<em>Medico Nutrizionista (DSM, ASL Lecce)&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019introduzione degli agonisti del recettore del GLP-1 ha rappresentato, negli ultimi anni, una svolta rilevante nel trattamento dell\u2019obesit\u00e0, con evidenze solide in termini di riduzione ponderale, miglioramento dei parametri metabolici e riduzione del rischio cardiovascolare. Questi farmaci si collocano oggi tra le opzioni terapeutiche pi\u00f9 efficaci per una condizione cronica ad elevato impatto sanitario, sociale e psicologico.<br>Il loro utilizzo, tuttavia, apre una riflessione particolarmente complessa quando l\u2019obesit\u00e0 si intreccia con il binge eating disorder e con altre forme di disregolazione del comportamento alimentare. Se da un lato i GLP-1 offrono nuove possibilit\u00e0 terapeutiche, dall\u2019altro interrogano il modo in cui la medicina contemporanea interviene sui meccanismi di fame, saziet\u00e0, appetito e desiderio, modificando non solo il peso corporeo, ma anche l\u2019esperienza soggettiva del corpo e del rapporto con il cibo.<br>Nei pazienti con binge eating e obesit\u00e0, la riduzione dell\u2019impulso alimentare o degli episodi di perdita di controllo pu\u00f2 rappresentare un beneficio clinico rilevante. Tuttavia, il miglioramento sintomatologico non coincide necessariamente con una trasformazione dei processi psicopatologici sottostanti: regolazione emotiva, vergogna corporea, stigma interiorizzato, impulsivit\u00e0, trauma, assetti relazionali e significati attribuiti al cibo e al corpo. \u00c8 in questo spazio che diventa indispensabile mantenere uno sguardo multidisciplinare, capace di non ridurre la complessit\u00e0 del disturbo alla sola dimensione biologica o ponderale.<br>Il simposio propone un confronto tra prospettive diverse e complementari: quella endocrinologica, centrata sui meccanismi metabolici e sull\u2019efficacia terapeutica; quella nutrizionale, attenta alla complessit\u00e0 dell\u2019obesit\u00e0 come condizione cronica e multifattoriale; e quella psichiatrica, orientata a interrogare il rapporto tra innovazione farmacologica, psicopatologia alimentare, salute mentale e vissuto corporeo.<br>Particolare attenzione sar\u00e0 dedicata all\u2019integrazione tra trattamento farmacologico, interventi nutrizionali e percorsi psicoterapeutici, nonch\u00e9 alle implicazioni etiche e culturali legate all\u2019uso di farmaci che agiscono direttamente sui processi di regolazione del comportamento alimentare. La questione non riguarda solo \u201cquanto\u201d questi farmaci funzionino, ma dentro quale progetto di cura vengano utilizzati, con quali indicazioni, quali attenzioni cliniche e quale accompagnamento del paziente.<br>In questo senso, il dibattito sui GLP-1 rappresenta un caso emblematico delle trasformazioni in atto nella medicina contemporanea: una medicina sempre pi\u00f9 capace di intervenire efficacemente sui meccanismi biologici, ma chiamata a non perdere il contatto con la dimensione soggettiva, relazionale e simbolica dell\u2019esperienza corporea.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Simposio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il limite biologico<br><\/strong><strong><em>Infiammazione, immunit\u00e0, metabolomica e biomarcatori<\/em><\/strong><em><br><\/em><strong>Moderatori Piero Luigi Caroli&nbsp;<em>Medico Nutrizionista (DSM, ASL Lecce)&nbsp;<\/em><br>Relatori&nbsp;&nbsp;Walter Milano&nbsp;<\/strong><em>Psichiatra (DSM, ASL Napoli)&nbsp;<\/em><strong>Luca Pecoraro&nbsp;<\/strong><em>Pediatra (Universit\u00e0 del Salento)&nbsp;<\/em><strong>Annamaria D\u2019Ursi&nbsp;<\/strong><em>Farmacologa (Universit\u00e0 di Salerno)<\/em><em>&nbsp;<\/em><strong>Bianca Maria Saetta&nbsp;<\/strong><em>Biologa Nutrizionista (DSM, ASL Napoli 2)&nbsp;&nbsp;<\/em><strong>Maria Francesca Milano&nbsp;<\/strong><em>Endocrinologa (Universit\u00e0 Federico II Napoli)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca sui disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione sta progressivamente ampliando il proprio campo di osservazione, includendo dimensioni biologiche e sistemiche che interagiscono con la psicopatologia, il comportamento alimentare e lo stato nutrizionale. Metabolomica, immunit\u00e0, infiammazione, microbiota e asse intestino\u2013cervello rappresentano oggi ambiti di crescente interesse per comprendere la complessit\u00e0 dei DNA oltre una lettura esclusivamente psicologica o comportamentale.<br>L\u2019identificazione di possibili biomarcatori metabolici, immunitari e infiammatori pu\u00f2 contribuire a descrivere sottotipi clinico-biologici, a monitorare lo stato di malattia, a valutare gli esiti dei trattamenti e a orientare prospettive di medicina pi\u00f9 personalizzata. Allo stesso tempo, tali dati richiedono una lettura prudente e integrata, capace di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 causa, correlato o conseguenza della malnutrizione, della disregolazione alimentare e delle comorbidit\u00e0 organiche.<br>Il simposio propone un confronto multidisciplinare sulle pi\u00f9 recenti acquisizioni relative a infiammazione, immunometabolismo, metabolomica nutrizionale e biomarcatori nei disturbi alimentari e nell\u2019obesit\u00e0. L\u2019obiettivo \u00e8 discutere come queste prospettive possano arricchire la comprensione dei meccanismi patofisiologici e dialogare con la clinica, senza ridurre la complessit\u00e0 dei DNA alla sola dimensione biologica, ma integrandola nei percorsi diagnostici e terapeutici.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Proiezione Cortometraggio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un viaggio dentro le emozioni<br><em>Dal \u201ccorpo ferito\u201d al \u201ccorpo abitato\u201d<\/em><\/strong><strong><br><\/strong><em><strong>a cura&nbsp;<\/strong>dell\u2019equipe Ambulatorio DNA ASL BT (Maria Liso, Felicia Di Cugno, Rossella Butteri, Nunzia Vurchio, Rita Marinelli, Dora Capogna, Antonella Potenza, Carlo Sileo, Gina Sisti, Taffini Giuseppe, Leonarda Curci, Roberta Scagliarini, Nicoletta De Lorenzo, Filippo Antonio Iovine)<br><\/em><strong>Presentazione<\/strong><em>&nbsp;<\/em><strong>Filippo Antonio Iovine&nbsp;<\/strong><em>Psichiatra (DSM, ASL BT)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il contributo presenta un\u2019esperienza riabilitativa realizzata presso l\u2019Ambulatorio per i Disturbi della Nutrizione e dell\u2019Alimentazione della ASL BAT, attraverso il progetto&nbsp;<em>Teatro delle emozioni<\/em>, sviluppato tra settembre 2025 e marzo 2026. Il percorso ha coinvolto utenti del servizio in un laboratorio teatrale finalizzato all\u2019esplorazione e all\u2019espressione delle emozioni, culminato nella realizzazione di un cortometraggio di cui i partecipanti sono stati protagonisti attivi.<br>Nel contesto dei disturbi alimentari, in cui il corpo \u00e8 spesso vissuto come luogo di sofferenza, controllo o estraneit\u00e0, l\u2019esperienza teatrale ha rappresentato uno spazio di riattivazione del corpo come esperienza espressiva e relazionale. Il lavoro ha favorito processi di consapevolezza emotiva, regolazione degli stati interni e sviluppo del senso di autoefficacia, offrendo ai partecipanti la possibilit\u00e0 di attraversare e rappresentare vissuti difficilmente mentalizzabili attraverso i linguaggi simbolici.<br>La proiezione del cortometraggio, accompagnata da testimonianze degli utenti, intende offrire una riflessione sul ruolo delle pratiche espressive nei percorsi di cura dei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione. In questa prospettiva, il progetto si colloca nell\u2019ambito delle cosiddette&nbsp;<em>arts-based interventions<\/em>, evidenziando il potenziale dell\u2019arte come dispositivo integrativo nei trattamenti, capace di sostenere processi di trasformazione dell\u2019esperienza corporea da \u201ccorpo ferito\u201d a \u201ccorpo abitato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Sessione Poster<br><\/strong><strong>Ricerca, innovazione e buone pratiche per la salute e la cura<br><\/strong><em><strong>Presentazione e premiazione dei pi\u00f9 interessanti e innovativi lavori scientifici in plenaria<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La sessione poster \u00e8 dedicata alla presentazione di ricerche, esperienze cliniche e progettualit\u00e0 innovative nell\u2019ambito dei disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione e dell\u2019obesit\u00e0 e della salute mentale in et\u00e0 evolutiva e adulta.<br>Sono incoraggiati contributi provenienti da diversi contesti \u2014 clinico, territoriale, riabilitativo e di ricerca \u2014 con particolare attenzione alla psicopatologia, ai modelli integrati di cura, alle pratiche multidisciplinari e agli interventi innovativi.<br>La sessione rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 di confronto tra professionisti e ricercatori, finalizzata a valorizzare approcci emergenti e a promuovere il dialogo tra evidenze scientifiche e pratica clinica.<br><strong><em>I lavori pi\u00f9 rilevanti saranno selezionati per la presentazione in plenaria e premiati.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Compilazione Questionario ECM<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>FIGURE ACCREDITATE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Medico Chirurgo<\/strong>: tutte le discipline;&nbsp;<strong>Psicologo<\/strong>: Psicologia, Psicoterapia;&nbsp;<strong>Infermiere Pediatrico; Infermiere; Fisioterapista; Educatore Professionale; Dietista; Biologo; Assistente Sanitario; Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica; Terapista della Neuro e Psicomotricit\u00e0 dell\u2019Et\u00e0 Evolutiva; Logopedista, Terapista Occupazionale&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>ISCRIZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per iscriversi \u00e8 necessario&nbsp;<strong>compilare la Scheda di iscrizione in formato elettronico<\/strong>&nbsp;<strong>posta in fondo a questa pagina.<\/strong><br><strong>La quota di iscrizione al Convegno \u00e8 di \u20ac 100,00<\/strong>&nbsp;da versare con bonifico bancario a:&nbsp;<br>Salom\u00e8 OdV<br>Banca:&nbsp;<strong>Monte dei Paschi di Siena<\/strong>&nbsp;Agenzia bancaria: Lecce AG. 4 &#8211; 9704<br>Causale versamento:&nbsp;<strong>ISCRIZIONE CONVEGNO DCA OBESIT\u00e0 LECCE 2026<br><\/strong>CODICE IBAN: IT 41 G 01030 16009 000000158564<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>SESSIONE POSTER<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I&nbsp;Poster&nbsp;devono essere inviati entro il 1 giugno 2026&nbsp;<\/strong>al seguente indirizzo e-mail:<br>iscrizioni@pensa-differente.it nella forma definitiva e nel formato pdf al fine della pubblicazione sul sito web<br>www.pensadifferente.it.<br>Nella compilazione si deve rispettare il seguente schema:&nbsp;<strong>Titolo, Autori, Affiliazioni \u2013&nbsp;Introduzione, Obiettivo, Metodo, Risultati, Conclusioni, Bibliografia (min 3 voci) \u2013&nbsp;<\/strong><strong>E-mail e numero di telefono del primo autore<\/strong>.&nbsp;<br>Almeno uno degli Autori deve risultare iscritto al Convegno.&nbsp;<br>I Poster devono avere dimensione 70&#215;50 cm ed essere affissi negli spazi indicati prima dell\u2019inizio del Convegno.<br><strong>I lavori ritenuti pi\u00f9 interessanti dal Comitato Scientifico saranno presentati e premiati in Plenaria.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>FACULTY<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antonella Amadori&nbsp;<em>Neuropsichiatra Infantile (DSM, ASL Sassari)<br><\/em>Gianfranco Antonucci&nbsp;<em>Psichiatra (Lecce)<\/em><em><br><\/em>Patrizia Bianco&nbsp;<em>Psichiatra<\/em>&nbsp;<em>(ASL Foggia)<\/em><em><br><\/em>Gianluigi Caputo&nbsp;<em>Psichiatra (DSM, ASL Lecce)<\/em><em><br><\/em>Piero Luigi Caroli&nbsp;<em>Medico Nutrizionista (ASL Lecce)<\/em><br>Paolo Chierchia&nbsp;<em>Psicologo (AUSL Parma)<br><\/em>Giulio Corrivetti&nbsp;<em>Psichiatra (DSM, ASL Salerno)<\/em><br>Annamaria D\u2019Ursi&nbsp;&nbsp;<em>Farmacologa (Universit\u00e0 di Salerno)<\/em><br>Sara Danti&nbsp;<em>Psicologa (Frida, Montecatini T.)<\/em><br>Riccardo De Giorgi&nbsp;<em>Psichiatra (Royal College, Londra; Universist\u00e0 del Salento)<\/em><em><br><\/em>Lorenzo Maria Donini&nbsp;<em>Medico Nutrizionista (Universit\u00e0 La Sapienza, Roma)<br><\/em>Eugenio Gemello&nbsp;<em>Medico Nutrizionista (DSM, ASL Lecce)<\/em><em><br><\/em>Ilaria Genovesi&nbsp;<em>Psicologa (Casa di Cura San Rossore, Pisa)<\/em><br>Elisa Giusti&nbsp;<em>Psicologa (Frida, Montecatini T.)<\/em><br>Giovanni Gravina&nbsp;<em>Endocrinologo (Casa di Cura San Rossore, Pisa)<\/em><em><br><\/em>Filippo Antonio Iovine&nbsp;<em>Psichiatra (DSM, ASL Barletta-Andria-Trani)<\/em><em><br><\/em>Elisabetta Lavorato&nbsp;<em>Psichiatra (AOU Policlinico, Bari)<\/em><br>Alessandra Manfreda&nbsp;<em>Psicologa (Salom\u00e8 Lecce)<\/em><br>Emilia Manzato&nbsp;<em>Psichiatra (Universit\u00e0 di Ferrara)&nbsp;<\/em><br>Paolo Meneguzzo&nbsp;<em>Psichiatra (Universit\u00e0 di Padova)<br><\/em>Maria Francesca Milano&nbsp;&nbsp;<em>Endocrinologa (Universit\u00e0 Federico II Napoli)<\/em><br>Walter Milano&nbsp;<em>Psichiatra (DSM, ASL Napoli 2 Nord)<\/em><em><br><\/em>Francesco Monaco&nbsp;<em>Psicologo (DSM, ASL Salerno)<\/em><br>Martina Pandiello&nbsp;<em>Psichiatra (DSM, ASL Lecce)<\/em><em><br><\/em>Luca Pecoraro&nbsp;<em>Pediatra (Universit\u00e0 del Salento)<\/em><br>Andreina Perlangeli&nbsp;<em>Psichiatra (DSM, ASL Lecce)<\/em><br>Annadele Pes&nbsp;<em>Psichiatra<\/em>&nbsp;<em>(DSM, ASL Cagliari)<\/em><em><br><\/em>Antonio Rampino&nbsp;<em>Psichiatra, (Universit\u00e0 di Bari)<\/em><br>Caterina Renna&nbsp;<em>Psichiatra (DSM, ASL Lecce<\/em><em>)<br><\/em>Francesca Rossi&nbsp;<em>Psicologa (Sant\u2019Orsola Malpighi Hospital, Bologna)<br><\/em>Licia Russo&nbsp;<em>Psichiatra (DSM, ASL Bari)<\/em><br>Bianca Maria Saetta&nbsp;<em>Biologa Nutrizionista (ASL Napoli 2 Nord)<br><\/em>Andrea Sagni&nbsp;<em>Filosofo (Lyon, France)<\/em><em><br><\/em>Cristina Segura Garcia&nbsp;<em>Psichiatra (Universit\u00e0 Magna Graecia, Catanzaro)&nbsp;<br><\/em>Elena Tenconi&nbsp;<em>Psicologa (Universit\u00e0 di Padova)<br><\/em>Patrizia Todisco&nbsp;<em>Psichiatra (Psiconutrizione, Verona; Presidente SIS.DCA)<br><\/em>Alfonso Tortorella&nbsp;<em>Psichiatra (Universit\u00e0 di Perugia)<\/em><br>Giuseppina Viola&nbsp;<em>Psichiatra (AOU Policlinico, Bari)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>INFO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Provider Nazionale ECM<\/strong><br><strong>Salom\u00e8 OdV N. 1103&nbsp;\u2013&nbsp;<\/strong><strong>Evento Scientifico N. 1103-484937 Ed. 1&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Crediti ECM n. 14\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sede Convitto Palmieri &#8211; Lecce<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Direzione Scientifica<\/strong><br>Caterina Renna<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Comitato Scientifico<\/strong><br>Veronica Vantaggiato, Martina Pandiello, Alessandra Mafreda, Gianluigi Caputo,&nbsp;Lorenzo Maria Donini, Patrizia Todisco, Giovanni Gravina, Andrea Sagni, Walter Milano, Paolo Meneuzzo, Giulio Corrivetti<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Segreteria Scientifica&nbsp;<br><\/strong>Rebecca Macr\u00ec,&nbsp;Valentina Borgia,&nbsp;Anna Grazia Greco, Federico Marra, Angela Greco, Luigi Coluccia, Andreina Perlangeli, Jole Lapenna, Michele Bernardi, Valentina Rucco, Valeria Caricato, Mauro Marino<\/p>\n\n\n\n<p>Mobile +39 349 6608393<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Organizzazione<\/strong><strong><br><\/strong>Big Sur &#8211; Salom\u00e8 OdV<br>Sergio Quarta<br><br>Tel. 0832 346903<br>Mobile +39 347 1040009<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Segreteria Organizzativa<em><br><\/em><\/strong>Katiuscia Cafaro, Federica Presta, Maria Forlano, Giuseppe De Vincenzo, Diletta Bomba, Giorgia Sansone, Filippo Procino,&nbsp;Roberta Greco, Silvia Fanelli<\/p>\n\n\n\n<p>Mobile +39 329 8826905 e-mail: info@pensa-differente.it<\/p>\n","protected":false},"featured_media":759,"template":"","class_list":["post-758","evento","type-evento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Lo stato dell\u2019arte nella prevenzione, 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